Il primo censimento digitale dei palazzi comunali italiani
I palazzi comunali italiani — i broletti, i palazzi del popolo, i municipi post-unitari — sono tra gli edifici che più definiscono l’identità delle città italiane: monumenti architettonici, sedi del potere locale e depositari di memoria civica. Eppure, prima di CivicArc, non esisteva un’infrastruttura digitale dedicata a documentarli e confrontarli su scala nazionale — le informazioni su architettura, eventi storici, iconografia e usi restavano disperse tra archivi locali, monografie regionali e censimenti scollegati tra loro.
CivicArc, sviluppato nell’ambito del progetto PRIN “Atlante storico dei palazzi comunali” insieme a Erica Bacigalupi e Marco Folin (Università di Genova), Silvia Chiusano e Andrea Longhi (Politecnico di Torino), colma questo vuoto su due livelli: è il primo censimento nazionale di questi edifici, e allo stesso tempo un’infrastruttura di valorizzazione che collega studiosi, amministratori locali, istituzioni culturali e pubblico attraverso un sito di consultazione georeferenziato.
Un modello dati pensato per l’incertezza storica
Un palazzo comunale è raramente il risultato di un unico intervento: mura medievali possono ospitare sale rinascimentali, facciate ottocentesche e uffici contemporanei. Il modello dati di CivicArc, ispirato al CIDOC-CRM (lo standard di riferimento per il patrimonio culturale), rappresenta ogni momento significativo nella storia di un edificio — costruzione, ampliamento, demolizione, restauro, cambio d’uso — come un evento tipizzato con la propria datazione, gli attori coinvolti, la giustificazione bibliografica e un livello di affidabilità a quattro gradi (documentato / circostanziale / congetturale / sconosciuto).
Questo rende l’incertezza un attributo di primo livello del dato, non una nota a margine — una scelta che riflette la realtà documentaria degli edifici storici stratificati, dove datazioni precise e attribuzioni univoche sono l’eccezione, non la regola.
Il corpus, oggi
235 palazzi comunali catalogati, 1.338 record iconografici, 458 figure storiche, 1.044 fonti bibliografiche.
Architettura a due livelli
La piattaforma separa deliberatamente la documentazione scientifica approfondita dalla divulgazione pubblica curata. Lo spazio editoriale, riservato ai ricercatori, ospita la scheda completa di ogni edificio — eventi, elementi decorativi, usi e funzioni nel tempo, iconografia, bibliografia — organizzata in moduli con indicatori di affidabilità colorati e una timeline grafica dell’intera storia dell’edificio. Il sito pubblico (atlante.civicarc.it) non richiede registrazione e offre una mappa georeferenziata, ricerca per periodo e area geografica, e una scheda di sintesi per ogni palazzo — rimandando alla documentazione scientifica completa, citabile tramite DOI, per chi vuole approfondire.
Lo stack è interamente open source: Django per il backend e le API REST, MongoDB in replica set a tre nodi per l’affidabilità dei dati, Leaflet per la mappa interattiva, tutto containerizzato con Docker Compose per essere riproducibile e ridistribuibile tra le istituzioni partner.
Il progetto
Dicembre 2023 – novembre 2026. Finanziato da PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale). Il paper che descrive la piattaforma sarà presentato alla conferenza internazionale iCities 2026, a Brescia dal 16 al 18 settembre 2026.