In sintesi. Dal 22 ottobre 2026 le micro, piccole e medie imprese piemontesi possono chiedere il Voucher digitalizzazione: un contributo a fondo perduto dal 50% al 65% (fino a 25.000 €) per progetti di intelligenza artificiale, big data, IoT, cloud, cybersecurity e altre tecnologie digitali. Le domande sono valutate in ordine di arrivo e lo sportello può chiudere prima del 15 dicembre. In questo articolo trovi requisiti, spese ammissibili, tre esempi di progetti dati e AI con i conti fatti, i documenti da preparare e gli errori che fanno perdere il contributo.
Ogni anno, quando esce un bando per la digitalizzazione, ricevo la stessa domanda da imprenditori e responsabili amministrativi: “Questa cosa dell’intelligenza artificiale rientra?”. Quest’anno la risposta è sì, ed è scritta nero su bianco. La terza edizione del Voucher digitalizzazione PMI della Regione Piemonte e delle Camere di commercio piemontesi elenca tra le tecnologie ammissibili la computer vision, l’elaborazione del linguaggio naturale, la manutenzione predittiva e l’AI generativa applicata ai processi aziendali, accanto a big data, IoT, cloud e CRM.
C’è però un dettaglio che cambia tutto: le domande vengono istruite in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento dei fondi, e Unioncamere Piemonte può sospendere lo sportello quando le richieste superano il 120% delle risorse. Tradotto: la scadenza ufficiale è il 15 dicembre, ma chi arriva a dicembre rischia di trovare la porta chiusa. Il momento giusto per preparare il progetto è adesso.

Il bando in sintesi
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Dotazione | 19,2 milioni di euro (18 milioni FESR, 1,2 milioni Camere di commercio) |
| Beneficiari | Micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità operativa in Piemonte |
| Contributo | 65% micro, 60% piccole, 50% medie imprese, più eventuali premialità (massimo +2 punti, +5 per i progetti collaborativi) |
| Voucher | Da 4.000 € (micro) o 5.000 € (piccole e medie) fino a 25.000 € |
| Investimento minimo | 6.153,85 € micro, 8.333,33 € piccole, 10.000 € medie |
| Regime | De minimis (Regolamento UE 2023/2831) |
| Domande | Dalle 11:00 del 22 ottobre alle 16:00 del 15 dicembre 2026, sulla piattaforma ReStart; precaricamento dal 12 ottobre |
| Valutazione | A sportello, in ordine cronologico, fino a esaurimento fondi |
Le premialità valgono un punto percentuale ciascuna per rating di legalità, impresa femminile o giovanile, certificazione della parità di genere e startup o PMI innovativa, con un tetto complessivo di due punti. I progetti collaborativi, da 3 a 20 imprese guidate da un soggetto aggregatore come un Digital Innovation Hub o un centro di trasferimento tecnologico, ottengono cinque punti in più.
Chi può partecipare
Oltre a essere una PMI attiva in Piemonte con un codice ATECO ammissibile, l’impresa deve rispettare alcuni requisiti che conviene verificare subito, perché uno solo mancante rende la domanda inammissibile:
- DURC regolare e diritto annuale camerale pagato negli ultimi tre anni.
- Polizza contro i rischi catastrofali in regola, come previsto dalla normativa nazionale.
- Nessun contributo ricevuto con le edizioni 2023 e 2024 dello stesso bando.
- Assenza di cause ostative antimafia e di sanzioni interdittive.
- Una sola domanda per impresa.
Cosa si può finanziare
Il bando elenca 19 ambiti tecnologici. Per chi lavora con i dati, i più interessanti sono questi:
- AI per computer vision e riconoscimento immagini;
- AI per elaborazione del linguaggio naturale e automazione documentale;
- AI predittiva per la manutenzione;
- AI generativa applicata ai processi aziendali;
- big data e analytics;
- Internet of Things;
- cloud, edge e fog computing;
- sistemi di gestione dei processi (ERP, MES, PLM, SCM) e CRM.
L’e-commerce è ammesso solo se collegato a un’altra tecnologia dell’elenco: un sito di vendita da solo non basta.
Le tre voci di spesa
- Beni e servizi strumentali, inclusi dispositivi e spese di connessione, purché servano a introdurre la tecnologia scelta. Canoni e abbonamenti (per esempio licenze software o servizi cloud) sono ammessi per al massimo due annualità.
- Consulenza legata all’introduzione delle tecnologie.
- Formazione legata all’introduzione delle tecnologie.
Consulenza e formazione insieme non possono superare il 30% del totale. Il resto deve essere investimento in beni e servizi strumentali.
Cosa non è ammesso
Tra le esclusioni che vedo sottovalutare più spesso: le spese sostenute prima della presentazione della domanda, i beni sotto i 500 €, gli smartphone, la pubblicità, la consulenza fiscale, legale o promozionale, le certificazioni ISO, i beni usati o in leasing e qualsiasi pagamento in contanti, anche parziale. La semplice sostituzione di PC e tablet è ammessa solo se dimostri che il nuovo dispositivo è indispensabile al progetto.
Tre progetti dati e AI che rientrano nel bando
Per rendere concreto il bando, ecco tre progetti tipici con importi indicativi. I numeri servono a capire le proporzioni: il preventivo reale dipende dal tuo caso.
1. Un assistente che risponde sui documenti interni
Manuali, procedure, schede tecniche, contratti: un assistente basato su RAG li indicizza e risponde alle domande di dipendenti o clienti citando la fonte. Tecnologie: AI per il linguaggio naturale e AI generativa. Spese tipiche: realizzazione della piattaforma, licenze dei modelli e cloud per due anni, consulenza per la preparazione dei documenti, formazione del personale. Per lo sviluppo su misura conviene chiedere conferma allo sportello camerale su come classificarlo tra le voci di spesa.
Audit Dati & AI
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Esempio per una micro impresa: investimento di 15.000 €, di cui al massimo 4.500 € tra consulenza e formazione. Contributo al 65%: 9.750 €. Costo netto per l’impresa: 5.250 € più IVA.
2. Monitoraggio IoT di macchinari o ambienti
Sensori su linee produttive, celle frigorifere, serre o magazzini; i dati arrivano in un database per serie temporali come InfluxDB e vengono visualizzati con Grafana, con allarmi automatici. Tecnologie: IoT, big data e, se aggiungi modelli che anticipano i guasti, AI predittiva.
Esempio per una piccola impresa: investimento di 20.000 € tra sensori, gateway, piattaforma e cloud, con 5.000 € di consulenza e formazione. Contributo al 60%: 12.000 €.
3. Dati commerciali unificati e dashboard
Ordini nel gestionale, contatti in fogli Excel, campagne in un altro strumento: un progetto di big data e analytics li porta in un unico database, collegato a un CRM e a dashboard aggiornate in automatico, come quelle che si costruiscono con Looker Studio. Se nessuno in azienda sa più quale file sia quello giusto, è il progetto da cui partire.
Esempio per una media impresa: investimento di 30.000 €. Contributo al 50% sarebbe 15.000 €, sotto il tetto di 25.000 €.

Come presentare la domanda, passo per passo
- Compila l’autovalutazione SELFI4.0 sul portale dei Punti Impresa Digitale: è obbligatoria e deve essere stata fatta negli ultimi 12 mesi.
- Procurati la firma digitale del legale rappresentante: tutti gli allegati vanno firmati in formato CAdES (.p7m). Serve anche una marca da bollo da 16 €.
- Raccogli i preventivi dei fornitori: confluiscono nella dichiarazione delle spese (Allegato B). Più sono dettagliati, meno rischi in fase di istruttoria.
- Verifica i fornitori di consulenza e formazione. Devono rientrare in una delle categorie dell’articolo 6: Digital Innovation Hub, competence center, innovation manager certificati, centri di trasferimento tecnologico oppure fornitori attivi da almeno un anno con almeno tre attività di consulenza o formazione negli ultimi tre anni (in questo caso serve l’autodichiarazione, Allegato C). Per i beni strumentali non ci sono requisiti.
- Precarica la domanda su ReStart dal 12 ottobre, anche tramite un intermediario delegato.
- Invia dalle 11:00 del 22 ottobre. L’ordine di arrivo conta.
Dopo la concessione
L’esito arriva entro 120 giorni dalla chiusura dello sportello. Dalla determina di concessione hai sei mesi per realizzare il progetto e rendicontare. Le fatture elettroniche devono riportare il CUP assegnato, i pagamenti devono essere tracciabili e devi dimostrare di aver speso tra il 70% e il 100% di quanto dichiarato: sotto il 70% il contributo viene revocato per intero.
Gli errori che fanno perdere il contributo
- Partire prima della domanda. Una fattura datata prima dell’invio non è ammissibile.
- Scegliere un consulente fuori dalle categorie ammesse. La spesa di consulenza viene esclusa.
- Gonfiare il preventivo. Se poi spendi meno del 70%, perdi tutto: meglio un progetto realistico.
- Sbilanciare il progetto sulla consulenza. Oltre il 30% la parte eccedente non è finanziata.
- Aspettare dicembre. Con lo sportello a ordine di arrivo, la scadenza reale può essere molto prima del 15.
- Comprare tecnologia senza un problema da risolvere. Il contributo copre i costi, non il rischio di un progetto che nessuno userà.
Da dove partire
Il bando chiede di indicare tecnologie e spese con precisione, e i sei mesi di realizzazione sono pochi se il progetto non è chiaro fin dall’inizio. Per questo il primo passo non è chiedere preventivi, ma capire quale problema risolvere e con quale strumento: un’analisi dei processi e dei dati che hai già, una stima dei costi e una priorità tra le idee possibili.
È esattamente il lavoro dell’audit dati e AI per le PMI: ne esce una roadmap con tecnologie, tempi e costi che puoi usare come base per la domanda e per i preventivi. Se vuoi capire se la tua idea è finanziabile e come impostarla, scrivimi entro metà ottobre, così arrivi al 22 con tutto pronto.
Fonti: Regione Piemonte, Voucher digitalizzazione al via la terza edizione; testo del bando Voucher digitalizzazione PMI 2026. Le informazioni sono aggiornate a ottobre 2026: prima di presentare la domanda verifica sempre il testo ufficiale e le FAQ della Camera di commercio.
